PA e diplomati Its: l'analisi di Anastasi sul Sole 24 Ore

24 febbraio 2025
anastasi_24_ore

di GIOVANNI ANASTASI 
Presidente di FORMEZ PA

Di seguito, il testo del contributo del Presidente Giovanni Anastasi, pubblicato su Il Sole 24 Ore di oggi.

La norma del decreto PA appena approvato che apre le porte ai diplomati degli ITS (istituti tecnici superiori), infrange tante barriere. Il decreto prevede un percorso di inserimento graduale, con il successivo conseguimento della laurea e la valutazione positiva del lavoro svolto. La principale novità è che si crea un circuito virtuoso: l’incontro fra le aspettative dei ragazzi e la domanda di personale tecnico che proviene dalle amministrazioni italiane. 

Si dice che quello che chiamiamo ‘casa’ è dove ci troviamo a nostro agio. Sono 18 mesi che frequento professionalmente il mondo della Pubblica Amministrazione e oggi lo considero casa mia. Questo perché stiamo vivendo una stagione di profondo ripensamento dell’ecosistema pubblico. Le mie esperienze pregresse, che affondano le loro radici nel mondo industriale privato, con forti componenti di innovazione, mi portano a vivere con grande favore l’interesse che la PA sta mostrando verso la tecnologia e verso i giovani, quei nativi digitali che sono i più idonei a portare un valore aggiunto in termini di abilità e creatività. 

Tra le varie cose, è stata lanciata una Task force sull’uso dell’IA nel sistema pubblico, sono stati prodotti contenuti informativi e formativi fruibili da tutti in tempi rapidi (ad oggi i contenuti sull’IA proposti da Formez sono stati fruiti da oltre 40mila persone), ci si è interrogati sulle competenze del futuro e su come attrarre i talenti, si è dato spazio ai giovani e alla loro voce negli eventi pubblici. E, nel contempo, si sono cominciati a rendere disponibili servizi basati sull’IA per una grande platea di persone.

L’apertura data agli ITS è ora un'ulteriore riduzione del gap tra chi presume di sapere e chi invece sa cosa fare. Mi torna in mente la bellissima espressione di Don Bosco, che diceva che alcuni hanno ‘l’intelligenza nelle mani’. Con questa norma, di grande significato contenutistico e simbolico, ci apriremo maggiormente alle nuove professionalità richieste dal mercato e fondamentali per una PA che vuole sfruttare il nuovo per migliorare i servizi alle imprese e ai cittadini. E per farlo è assolutamente inevitabile passare dal mondo della tecnologia, dalla reinterpretazione del nuovo. Nel mondo che ci aspetta, la competenza si acquisisce molto più velocemente, non è il mero il risultato di un apprendimento mnemonico. Dotarsi di persone native digitali, che siano diplomate o laureate poco importa, basta che siano competenti, permetterà inoltre di ridurre la dipendenza da aziende fornitrici che ad oggi detengono un know how rilevante e che, in futuro, diventerà ancora più strategico.

Vorrei vedere una stagione nella quale pensiamo che i giovani sono i nostri veri stakeholders, e che chi ha il potere di gestire decisioni si assuma la responsabilità di imparare, superando l’idea antica del “tecnico” contrapposto all’amministrativo. La sfida e la grande opportunità saranno quelle di reagire con efficacia a stimoli continui, e di operare rapidamente sulla base di scelte orientate non al processo ma al risultato.

Aree tematiche:Stampa